Perché non raggiungo i miei obiettivi? Parliamo di autosabotaggio!

Che si tratti di sfera lavorativa, vita sentimentale o sfera amicale senti sempre di non raggiungere l’obiettivo che ti sei preposto, anche se si trova ad uno schioppo di dita.

Forse non sei solo poco motivato, poco attento o sfortunato: forse ti stai autosabotando!

Potremmo definire l’autosabotaggio come quell’insieme di azioni, principalmente inconsapevoli, che mettiamo in atto al fine di ostacolarci nel raggiungimento dei nostri obiettivi. È un concetto che ha che fare principalmente con l’autostima (che implica credenze limitanti, in questo caso) e il cambiamento: quanto sono disposto a combattere per cambiare? Non sarà che forse è meglio restare nella mia zona di comfort? Quanto credo in me stesso e nei miei mezzi?

Il cambiamento è un processo che implica autostima, impegno e dispendio di energie. Implica il riuscire a credere in me stesso e in un progetto; implica riuscire a vedersi con occhi diversi.
Ma tutto questo a quale prezzo? La fatica!

Sì, perché impegnarsi davvero in un progetto e portarlo a termine vuol dire investire risorse, che sappiamo essere limitate. Quando siamo chiamati a scegliere cosa tenere e cosa lasciare da parte, sacrificando qualcosa di noi, delle nostre relazioni, del nostro lavoro, per perseguire un obiettivo a lungo termine, è lì che spesso parte il cortocircuito dell’autosabotaggio e ci tiriamo indietro.

Come riconoscere l’autosabotaggio?
Ci sono alcuni atteggiamenti che potremmo definire tipici, come:

  • Procrastinazione. Non trovare mail il tempo e le risorse per portare a termine un progetto è più che altro una strategia: non è sempre imputabile ad un impedimento esterno in cui capita troppo speso di imbatterci.
  • Perfezionismo. Non metto mai davvero in campo un’azione: non comincio mai o mai porto a termine qualcosa perché la riuscita deve essere perfetta. Ma così facendo il tempo passa senza che davvero faccia dei passi in avanti nel mio progetto.
  • Timore del fallimento. Se non ci provo, non potrò mai espormi ad una resa dei conti; non mi metterò mai in condizione di tirare le somme e valutare quello che ho fatto. Così facendo evito a priori di affrontare un eventuale fallimento, ma anche un successo…

Come possiamo cercare di superare l’autosabotaggio?

  • In primis dobbiamo smetterla con le autogiustificazioni e riconoscendo in noi stessi il nostro peggior nemico, quello che ha deciso di limitarci.
  • Dobbiamo sforzarci di andare oltre il noto, oltre quello che conosciamo e che ci rassicura. Un esempio potrebbe essere appassionandoci a qualcosa che ci spinga a venir fuori ed a esplorare il mondo, a metterci in gioco, senza paura del giudizio o del fallimento… perché fa parte del gioco!
  • Quindi, imparare a guardare successi ed insuccessi con occhi nuovi! L’insuccesso brucia, ma è un’occasione per mettermi in discussione e migliorare!

Nessuno ha detto che sia facile! Durante questo percorso è NORMALE incappare in momenti di stop o avere l’impressione di star tornando indietro, ma ti invito ad abbracciare una visione di lungo periodo e a riconoscere i tuoi successi, per piccoli che siano, per farli diventare il carburante del motore del cambiamento e della costruzione di una ritrovata autostima!

Dottoressa Fabiana Sanseverino
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