Ansia: impariamo a gestirla!

La parola ansia è entrata a pieno titolo nel gergo comune tanto da venire oramai mistificata. Usiamo questo termine per riferirci a qualunque disagio proviamo, anche lieve, dovuto a qualsivoglia pressione esercitata dall’ambiente (famiglia, compagno, capo) … ma di cosa stiamo realmente parlando?

Con la parola ansia ci riferiamo ad un complesso stato di attivazione emotiva e fisica, che ci pone in allerta, propedeutico alla fuga. Nasce come meccanismo di difesa adattivo: ci pone in uno stato di ipervigilanza nei confronti di un eventuale pericolo esterno allo scopo di permetterci di sopravvivere.
Da meccanismo adattivo si è però trasformato, nel coso di secoli di civilizzazione, trascendendo spesso in disadattivo. Stiamo parlando di quel tipo di ansia che non ha un perché, non ha una ratio radicata nella biologia a cui poter fare appello; sembra semplicemente un’attivazione psicofisica, dalla variabile intensità, che si manifesta nelle situazioni più disparate, quindi anche fuori dal contesto di pericolo. A volte si dimostra gestibile, altre volte impedisce il normale svolgimento della propria vita, a maggior ragione quando si manifesta in maniera violenta.

Secondo la teoria psicoanalitica, infatti, l’ansia è da ritenersi la manifestazione di uno stato di tenzione tra istanze psichiche, dovuta al fatto che i desideri del proprio mondo inconscio (che premono per esprimersi) trovano il muro della censura dinanzi a loro, poiché avvertirti come pericolosi. In quanto tali, si attiva nel soggetto uno stato d’ansia dovuto proprio alla percezione di questo pericolo interno!
Tralasciando, però, la più classica delle teorie psicologiche, è assolutamente vero che la manifestazione d’ansia può essere totalizzante e pericolosa, al punto tale da farci vivere in uno stato di chiusura verso il mondo esterno, tale da porci costantemente in vigilante attesa di una sua prossima manifestazione, nella erronea convinzione che così, chiusi in noi stessi, sarà più facile farci i conti.

Tuttavia, non è sempre necessario intraprendere una lunga e complessa analisi personale per comprenderla ed imparare a gestirne i sintomi, e il counseling psicologico può apportare decisivi benefici.

Dottoressa Fabiana Sanseverino
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